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L’economia

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, l’economia dell’isola si basa sull’agricoltura.
Il suolo abbastanza esteso, anche se impervio, ha favorito l’insediamento della popolazione nella parte interna del territorio, determinando così la propensione all’agricoltura e relegando la pesca ad attività marginale, se non addirittura del tempo libero.
Perno di tale attività: la coltura dell’uva Zibibbo, arrivata qui dalla Mesopotamia e oggi famosa in tutto il mondo. Tale produzione rappresenta la quasi totalità del vitigno e ricopre ca il 85% del terreno messo a coltura. Le viti vengono coltivate in particolari impianti a conca e potate in maniera tale da meglio proteggerle dal vento e favorirne l’irrigazione con le sole piogge. La vendemmia inizia a metà agosto e l’uva, sistemata in apposite cassette dette gabbiette, è destinata all’esportazione o a diventare uva passa, a settembre viene vendemmiata invece l’uva destinata all’ammasso e ad ottobre quella utilizzata per la vinificazione ad uso domestico.
Famosi in tutto il mondo il Moscato ed il Passito di Pantelleria, vini liquorosi dolci per il dessert ottenuti dall’uva passa.
Altrettanto importante la coltura del Capparis Spinosa, una delle qualità più pregiate al mondo di cappero, coltivata a Pantelleria nella sua tipologia senza spine. Particolare la raccolta: da fine maggio a fine agosto, viene effettuata ancora a mano raccogliendo i boccioli non ancora aperti, i quali messi poi in salamoia per alcune settimane sono pronti per essere consumati o per essere conservati.
Infine, altra coltura prevalente sull’isola l’ulivo, potato in maniera tale da mantenerlo radente al suolo, per renderlo più protetto dai venti ed evitare che il prodotto cadendo a terra si rovini. Anche in questo caso, viste le caratteristiche peculiari degli alberi, la raccolta viene effettuata a mano durante le prime settimane di novembre.
A queste colture vanno aggiunte quelle degli alberi da frutto, in particolare agrumi, piantati rigorosamente vicino ai muri di recinzione dei terreni o addirittura all’interno dei caratteristici giardini in pietra lavica, le pesche e i fichi. Quest’ultimi, come insegnato dagli arabi, oltre ad essere consumati freschi vengono essiccati al sole e conservati per l’inverno in barattoli di vetro, con foglie di alloro, dopo essere stati intinti nel vino cotto.
Infine, colture quasi scomparse quelle delle Lenticchie di Pantelleria, specie autoctona ormai rarissima e di un tipo di fagiolo detto in dialetto lubbia nostra